giovedì, dicembre 24, 2009

Sopravvivere al Natale

Sopravvivere al Natale di Paolo Curtaz

Riecco l'avvento, amici.
Salutiamo Luca e il suo Cristo pieno di ogni tenerezza, e ci mettiamo alla scuola di Matteo, Levi il pubblicano, per introdurci al suo articolato volto di Cristo, nuovo Mosè. La lettura del suo Vangelo durante quest'anno ci permetterà, spero!, di meglio conoscere la sensibilità dei nostri fratelli ebrei, popolo da cui Matteo proviene, comunità cui indirizza il suo Vangelo.
Avvento, caspita!
Avvento, caspita!

Implacabile come il tempo che scorre, l'inizio dell'Avvento segna il conto alla rovescia verso il Natale. Meglio: verso la tragedia del Natale.
Ora sapete che dovete mettervi alla ricerca dei regali, organizzare la cena di Natale e il successivo Veglione (2005... cavolo, ma l'altro ieri era il 2000!), tirar fuori l'abete ecologico, mentre i bravi commercianti hanno già cominciato a esporre tutto l'armamentario babbonatalizio caso mai qualcuno, che so, proveniente da Plutone, si dimenticasse che a Natale bisogna farsi i regali, alla faccia dello stipendio che non basta ad arrivare alla fine del mese perché, si sa, l'economia gira con me.
L'Avvento ci introduce ad un clima serio, ma decisamente meno austero della Quaresima. A prevalere sembra il colore rosa, piuttosto che il penitenziale viola.
Da ridere: l'Avvento è nato liturgicamente per prepararsi al Natale, per convertire il cuore alla buona notizia di un Dio che viene a compromettersi. Oggi è diventato l'unico strumento per sopravvivere all'altronatale.

L'altronatale
Così è. Non voglio fare moralismi, né assumere la parte di un moderno Torquemada.
Ma qualche sassolino dalle scarpe fatemelo togliere.
Non capisco perché una festa splendida, la festa che celebra la notizia dell'inaudito di Dio che irrompe nel mondo, del volto di Dio inatteso che mi sorride nella struggente fragilità di un neonato, della buona notizia che Dio non è come la proiezione del nostro inconscio l'aveva immaginato, severo e burbero, ma pieno di ogni tenerezza, sia stata travolta dalla melassa del buonismo natalizio.
E' dramma, il Natale, la storia di un Dio presente e di un uomo assente. Non c'è di che vantarsi, non c'è di che essere buoni. Come vedremo e celebreremo, questo Dio che viene non è accolto. Di cosa dobbiamo essere felici? Natale è un pugno nello stomaco, una provocazione, un evento che obbliga a schierarsi. Natale è l'arrendevolezza di Dio che mi obbliga a conversione.
Quindi: viva i regali, viva la festa. Ma che sia autentico ciò che facciamo, che ci sia il festeggiato, Dio, alle nostre ipercaloriche cene, che i bimbi capiscano che è il suo compleanno, e a noi fanno i regali.
In questi anni ho visto con sgomento che il Natale, per i poveri veri, per chi ha subito un abbandono, una trauma, un lutto, è diventato una festa odiosa e insostenibile. Non c'è santo: di fronte alle immagini stereotipate della famiglia felice intorno all'albero e armonia e canti di angeli che ci propinano i media, chi, invece, vive affettività fragili e solitudini, viene travolto da un insostenibile dolore.
E questo mi fa impazzire di rabbia.
Il Dio dei poveri, il Dio che viene per i pastori, emarginati del tempo, il Dio che non nasce nel Tempio di Gerusalemme, ma nella grotta di Betlemme, viene sostituto dal Dio piccino del nostro ipocrita buonismo.
Se i nonni soli, se le persone abbandonate, se i feriti dalla vita non hanno un sussulto di speranza nella notte di Natale, significa che il nostro annuncio è ambiguo, travolto e sostituito da un inutile messaggio di generica pace.
Esagero? Voglia Dio che sia così.
Ma so io, nei giorni che precedono le feste, quante telefonate e silenzi assordanti ricevo, dei tanti, troppi, che non vedono l'ora che passi il Natale, il peggior momento dell'anno.

Non ci serve l'Avvento?
Tanto basta, amici: non vi sembra che ci sia necessario un tempo per sopravvivere all'altronatale, un tempo per rileggere la Parola e far diventare il Natale una consolazione e non una condanna emotiva allo sconforto?
Ecco: l'Avvento è il tentativo di darsi una scrollata, di darsi una mossa, di evitare di essere assonnati, intontiti, assopiti. Qualcuno dirà: "Ehi, don, vagheggi, io non ho neppure il tempo di dormire dal tanto lavoro!" Appunto. Come ai tempi di Noè, dice il Signore oggi: tutti trafficavano, senza sapere il perché. Il rischio è davvero di passare la vita lasciandoci colare addosso i mesi e gli anni, senza essere davvero protagonisti della nostra storia, senza porci neppure il problema se esista altro rispetto a ciò che vivo. E la fede è proprio questo scuoterci, questo diventare protagonisti, questo andare al di là dell'apparenza. Dio è il grande assente del nostro tempo proprio perché l'uomo non riesce ad essere veramente uomo. Ecco allora l'attesa, l'attesa per eccellenza, l'attesa di Dio. Avvento è il coraggio di fermarsi e aspettare Dio, come mai ce lo immaginiamo, Avvento è il coraggio crudo della messa in discussione delle nostre fragili certezze.
Avvento è un tempo per scoprire il Tempo grande, il trucco dietro, la Gerusalemme, là in fondo, in cima al monte dei nostri desideri reconditi.
Allora occorre svegliarsi, scuotersi, agire. Indossare le armi della luce. Gesù ci dice che il giorno del Signore arriva all'improvviso, che prende di sorpresa, che Dio chiede consapevolezza, accoglienza, verità di se stessi. Possiamo vivere la nostra vita con attesa, lavorare, divertirci, orientati all'oltre, all'altrove, al vero. Oppure no.
La stessa cosa viene vissuta in modo opposto: uno è preso, l'altro lasciato. Uno è consapevole e incontra Dio, l'altro non si pone neppure il problema della vita (e della fede).

Attese
Tra quattro settimane celebreremo il Natale. No, non giochiamo a far finta che poi Gesù nasce, Gesù è già nato, morto e risorto, vive accanto a me.
Il problema è, semmai, se io sono nato.

sabato, novembre 14, 2009

Arriva l'onda

Troppi strumenti di comunicazione stroppiano. Ed ecco arrivar Google wave. Da oggi non si torna indietro.

Ma attenzione: l'onda può spazzare via...

martedì, agosto 19, 2008

Cosa non si fa per risparmiare...


Guardate bene.
Sì avete capito. E' un plotter. Ed è fatto di lego.

L'autore? che domande... è italiano! Solo da un popolo di geni pazzoidi può arrivare una tale soluzione... A visitare la pagina si vede che l'autore inoltre ha ben altri progetti. Sempre collegati al lego, ovvio...!
Bhe, direi che adesso ho visto tutto...

domenica, giugno 22, 2008

AutoCAD 2009,la bellezza non è stata mai così pesante...


Bello, peccato che ci abbia messo 1 ora ad installarlo. Pesantissimo...
Finchè zio Bill darà soldi a TUTTI per non avere versioni linux dei loro programmi non avremo speranza...

venerdì, giugno 06, 2008

Ben Stiller, Robert Downey Jr., Jack Black

Terribilmente diventente e stupido...

domenica, giugno 01, 2008

Big Buck Bunny!!

A due anni dal primo fortunato Elephant Dream viene pubblicato la nuova fatica della Blender Foundation, Big Buck Bunny.
Si tratta di un cortometraggio animato della durata di 10 min circa in pieno stile Pixar che racconta le disavventure di un coniglio oversize con tre dispettosi scoiattoli.
La caratteristica del corto è di essere stato interamente realizzato con Blender, dai creatori del programma stesso. Anzi, durante la lavorazione si sono implementate funzionalità necessarie per realizzare il film. Il tutto in maniera Open Source. Il che significa che la versione che si scarica di Blender è la stessa che è necessaria per realizzare il corto (e per chi non lo sapesse si parla di un programma libero, quindi non a pagamento), ed inoltre tutti i files di lavorazione sono scaricabili dal sito. Quindi sarà possibile realizzare varianti al filmato o aprire il files per vedere come lavorano i PRO...
Il filmato in una pletora di formati e i file sono scaricabili da questa pagina , e in questa è possibile vederlo in streaming in alta risoluzione. Per coprire le spese del filmato è possibile comprare un DVD contenente tutto il materiale e il making of...

Commento? Sicuramente un gran passo avanti rispetto al primo elephant dream, meno cervellotico e più immediato. Tecnicamente è di ottimo livello, qualche sbavatura, ma diciamo che non sfigurerebbe vicino a corti di case blasonate. La storia e i tempi comici sono carini, ma avrebbero bisogno di uno sceneggiatore professionista, a volte si vede che si inceppa qualcosa. Nonostante tutto però i 10 minuti scorrono che è un piacere. Collegato al Corto c'è ancora il progetto Apricot per un open game ispirato ai personaggi. Da tenere d'occhio!!
Consigliatissimo!!

NB:aspettate la fine dei titoli di coda, c'è un piccolo cameo!

mercoledì, maggio 14, 2008

(aspettando) Sketchup 7

Uso sketchup da 7 anni - dalla versione 2, passando subito alla 3- e posso dire, dopo aver fatto un bilancio complessivo, che si tratta di un sw rivoluzionario. Mai mi è capitato di vedere tanti utenti che riescono subito a metter mano produttivamente al programma e sviluppare una tale dipendenza!

Il programma è creato per essere il più semplice e intuitivo possibile, ma alla lunga si cominciano a sentire i suoi limiti, soprattutto in fase di modellazione e di realizzazione di filmati con ombre. In particolare quest'ultime sono proprio soggette a dei bachi notevoli, e danno risultati erronei spesso e volentieri durante le transizioni.

Per fortuna il programma è aperto ad una certa modularità grazie agli script di Ruby e qui e qui se ne trovano di liberamente scaricabili, niente di fondamentale, ma soprattutto per le curve di bezier (che poi in realtà sembrano più NURBS) si ha qualcosa di davvero interessante.

Ma alla fine, indizi sulla versione 7? Pochi, ma qualcosa comincia a vedersi. Nell'ultimo numero di CatchUp c'è un tutorial sulla modellazione del vaso che vedere qui sopra. Se avete dimestichezza con il sw di google sapete quanto possa essere difficile - se non impossibile- modellare normalmente una geometria simile con gli strumenti di default. Nell'articolo si usano degli strumenti aggiuntivi, per ora presenti sotto forma di plug-in aggiuntivi, che non sembra difficile da escludere saranno presenti anche nella versione 7. Anzi. Seguono delle interviste con gli sviluppatori, che non svelano molto, a parte che si sta lavorando alacremente ad una nuova versione e che si cercherà di integrarla maggiormente con Google earth.
Dal forum di supporto alla versione pro (ovvero gli utenti paganti) si evince che le domande per il supporto multi-core, la gestione migliore di scene molto grandi e un vero motore di render integrato non hanno ancora trovato risposta.

E io aggiungerei che anche una versione Linux non ha trovato luce nelle anticipazioni, benchè sempre più richiesta. Su questo punto poi ho una personale visione:molti sostengono che ciò derivi da una difficoltà a portare su linux un programma creato e pensato per windows. Falso. Il programma ha un port per Mac, usa openGL e si interfaccia con google earth, già presente su Linux. Quindi, a parte le difficoltà tipiche di un porting non sembrano esserci i presupposti che animano, ad esempio, un eventuale porting di autocad. Dal canto mio mi accontenterei di una versione che sia compatibile con WINE e abbastanza stabile da poter essere produttivi...